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Se vuoi cambiare, devi perdere l'equilibrio per un attimo.

Updated: Sep 30, 2019

Sono le 5:00 del mattino, è lunedì. Non riesco a dormire.

Sono un po' agitata perché oggi è il primo giorno di lavoro nella nuova scuola, ma ormai dopo tanti anni da precaria (spero l'ultimo) sono abituata a questa sensazione.

Ho davanti a me una tazza di tè fumante, della torta di mele avanzata e in sottofondo sento la gatta che beve dalla ciotola.


E sento che è arrivato il momento. Quel momento.


Attendevo con ansia l'attimo in cui sarei stata pronta a parlarne, ed è arrivato.

Scrivo questo post per tanti motivi (tra cui quello anche di mettere a tacere le domande imbarazzanti che ricevo in privato...) ma soprattutto per me e per chi ha bisogno di un po' di incoraggiamento. Il blog, il mio profilo social...sono un diario di vita. E questa è la mia vita. Voglio parlarvi di me e della mia esperienza, magari anche con la speranza che possa aiutare qualcuno.


LA DECISIONE PIU' DIFFICILE DELLA MIA VITA

Mesi fa, parliamo di quando c'era ancora la neve per terra, io e il mio compagno ci siamo separati.

Ecco, l'ho detto!

Non è stata una decisione dettata da una sorta di impulsività emotiva, da un tradimento, da una sbandata o da cose del genere.

È stata una decisione difficile, sofferta...la più dura in assoluto.

Ma come dice una frase che a me piace tanto: "se vuoi cambiare, devi perdere l'equilibrio per un attimo".

Non è facile cambiare, ci vuole coraggio...e la responsabilità di un figlio non semplifica le cose. Uno spera sempre che tutto vada bene, per tutta la vita. Ma a volte non accade così.

L'amore è strano, come noi...del resto.

Quando io e il papà di Noah abbiamo preso questa decisione, eravamo molto fermi e convinti di ciò che stavamo facendo. Ma questo non significa che non ne abbiamo sofferto. Abbiamo consultato un terapeuta che ci ha dato molta forza per ricominciare e per comportarci in modo giusto e sincero con nostro figlio.

Dirgli le bugie non è mai rientrato nel nostro metodo di educazione.


COME NE SONO USCITA

Riguardo a me, che dire. Ho pianto, tanto. Le lacrime non te le leva nessuno (e nel mio caso nemmeno la gastrite, l'apatia e l'insonnia), ma ad un certo punto ho detto: "basta". Mio figlio non si merita una mamma triste, questa non è la fine del mondo. Ho iniziato a fare delle cose per me. Mentre Noah era con il papà, io mi sono presa del tempo.

Mi sono iscritta a un corso di inglese e a uno di yoga, sono andata in discoteca con le amiche, ho letto tantissimi libri (dopo vi metto i titoli migliori), sono andata a camminare in montagna...

E poi ho spostato mobili, cambiato colore di capelli, acquistato nuovi vestiti. Ho invitato le amiche a dormire a casa mia, come si fa da ragazze!

Ho reagito.

Nuova vita! Si ricomincia, punto e a capo.

Accoglievo il dolore quando arrivava, così come accoglievo la gioia. Ho pianto e ho riso, non necessariamente in quest'ordine.

COME ABBIAMO GESTITO LA SEPARAZIONE CON NOSTRO FIGLIO

Con il mio ex compagno ho mantenuto un bellissimo rapporto e qualcuno si è stupito molto di questa cosa. Quasi come se si dovesse per forza farsi la guerra e magari usare il nostro bimbo per farci ancora più del male.

Noi siamo consapevoli di tutto il bene che ci siamo voluti, è una cosa che non si può negare. Inoltre, sappiamo entrambi che saremo per sempre legati da questo piccoletto riccioluto!

Noah è sereno e questo mi basta per essere felice. Abbiamo sempre risposto con cautela a tutte le sue domande e abbiamo cercato di mantenere il più possibile le sue abitudini.

Inoltre, abbiamo cercato di distrarlo portandolo al mare, in montagna, al cinema, in pizzeria, in bicicletta quasi tutte le sere, in parchi avventura, a pescare...

Credo che la sensazione di non sentirsi "trascurato" abbia fatto moltissimo in questo senso. Lui da noi si sente amato, e questa è la cosa più importante.


COME STO IO ADESSO

Io, dopo tanto buio, ho ritrovato la luce e ora vedo il mio futuro di un altro colore.

Sono consapevole di quanta strada ho fatto e di quanta ne ho ancora da fare, ma sono positiva.

Qualcuno mi ha paragonato a un girasole, per questa attitudine alla solarità e al desiderio di inseguire sempre il sole.

Ho ritrovato la forza, la serenità e quella sensazione che ti fa sentire bene. La voglia di vivere e l'entusiasmo.

È stata dura, ma la rifarei perché so che è stata la scelta migliore per entrambi.

Qualcuno a cui l'ho detto mi ha risposto così: "non oso nemmeno immaginare come sarebbe trovarmi nella tua situazione. Al solo pensiero sono terrorizzata."

E allora io vi dico una cosa che ho letto in un libro finito recentemente (L'alchimista di P. Coelho): "la paura della sofferenza è peggio della sofferenza stessa".


Quando prendi le decisioni con consapevolezza ti senti diversa. Ti senti fiera. Questo ti permette di andare a fondo e di conoscerti.

Io ho trovato una forza che non conoscevo. Leo Buscaglia sostiene che è proprio nel dolore e nella sofferenza che noi tiriamo fuori le armi migliori e impariamo cose incredibili su noi stessi. E ha ragione.

Io ho imparato di avere molta forza e ho capito che per sentirmi bene non ho la necessità di avere un uomo accanto. "Stare da soli è un'arte che si impara", non so dove l'ho letto ma è così.

Ho imparato che la gente ha bisogno di sapere che sei a casa triste e addolorata, altrimenti non sei stata una buona compagna/madre. Ho capito che la gente, quando dici di essere "sola" con un figlio, ti guarda con compassione e pena. Ho capito che la gente ti giudica sempre, e che quando non conosce i fatti vuole comunque sapere inventandosi delle telenovela. Ho capito che la gente ha bisogno per forza di aggiornarti sul tuo/a ex: "sai, l'ho visto al bar con uno/a." Siamo due persone libere, che si sono amate tanto, che hanno avuto un figlio e che ora provano a vivere la loro vita. Stop.

LIBRI UTILI

Vi lascio qui i titoli dei libri che mi hanno illuminato e sostenuto, oltre al corso che ho seguito (in parte solo purtroppo) su un blog veramente meraviglioso.

"Donne che amano troppo" di Robin Norwood

"Ricordati di sorridere " di Daniele Di Benedetti

"Vivere, amare, capirsi" di Leo Buscaglia

"Amore" di Leo Buscaglia

"L'arte di amare" di Erich Fromm

"Indipendenza emotiva" di Giacomo Papasidero

"L'alchimista" di Paulo Coelho.

"Per dieci minuti" di Chiara Gamberale

Libri che mi hanno consigliato e devo ancora leggere:

"La forza di amare" di M. Luther King

"Messaggio per un'aquila che si crede un pollo" di Anthony De Mello

"Chiamati all'amore" di Anthony De Mello

"La coppia amorosa" di Leo Buscaglia

Il blog invece che mi permetto di consigliare è questo: www.diventarefelici.it

L'autore (Giacomo, un mental coatch) vi farà meditare su alcune cose e vi darà esercizi da praticare che vi faranno sentire subito meglio. Parola mia!

A presto amici.

Maria Sole

foto di copertina: L'immagine Saluzzo

foto post: Martina Rigotti

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